
Quarant’anni fa oggi, un uomo camminava per la prima volta sulla luna. A distanza di quarant’anni, un ottantenne non si dà pace del fatto che quel privilegio non sia toccato a lui. Buzz Aldrin – simbolo di quelli che arrivano secondi nella vita – aveva lasciato la terra convinto di mettere il primo piede umano sul nostro satellite triste: ma nel corso della missione il suo carattere fu giudicato eccessivo e gli fu preferito Neil Armstrong, un bravo americano. La NASA lo ammise solo dopo trent’anni di scuse campate per aria. Buzz Aldrin è stato alcolizzato e si è sposato tre volte nel frattempo. Neil Armstrong non rilascia più interviste e pare sia astemio. Buzz Aldrin ha il nome più figo della storia dell’astronautica. Se fosse sceso lui per primo magari avrebbe detto semplicemente “fuck yeah” e ci saremmo risparmiati quarant’anni di battute sul “piccolo passo”.
E comunque nessuno si ricorda di Collins.

In ogni caso l’uomo che diede il decisivo push alla missione lunare fu lo stesso che non ne vide mai la fine: a inizio anni ‘60 gli americani le stavano prendendo di santa ragione dai sovietici in materia spaziale e non solo. Ci voleva qualcosa di forte: annunciare “andremo sulla Luna prima che il decennio finisca“, per esempio. Purtroppo il personale decennio di Kennedy finì su una decapottabile quando nessuno degli astronauti di Apollo 11 era ancora arrivato alla NASA.

Un altro fatto noto è che quest’ansia da prestazione lunare americana ha ispirato dozzine di teorie cospirative e c’è ancora chi è convinto che si trattò di un falso cinematografico e che tuttora mancano le tecnologie necessarie ad arrivarci. In merito, ci crediate o meno restano visioni gratificanti, consiglio il film del 1978 Capricorn One e il più recente mockumentary Dark Side Of The Moon (it.: Operazione Luna) in cui si racconta facetamente di come la Casa Bianca si rivolse a Kubrick per allestire il set e le riprese del moon hoax. Tutto molto divertente ma quando gente tipo Rumsfeld, Kissinger e lo stesso Aldrin si presta allo scherzo, personalmente qualche dubbio che lo scherzo sia serio mi viene.

E l’Italia? La Luna ce la diede la Rai. I momenti topici di quella lunga diretta notturna rimasta nella (sic!) storia del servizio pubblico si condensarono alla fine, quando almeno tre giornalisti (tra cui Piero Angela collegato da Houston) si contesero l’annuncio dello sbarco e la relativa gloria – versione più mogia – della tenzone tra Aldrin e Armstrong per lo sbarco medesimo. Nel giro di pochi secondi lo anticiparono, lo posticiparono, lo confermarono per smentirlo un attimo dopo in un accavallarsi di voci molto italiano: col risultato che milioni di noi rivedendo il filmato tuttora si chiedono quale sia l’annuncio da prendere per buono.
Anche se dopo quarant’anni, il vero mistero lunare per molti italiani resta il seguente: ma perchè Tito Stagno era così abbronzato?
Ha toccato!